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inferi

sottili noi siamo come i fiori nelle tue mani; esclude l’assenza dell’aria lo spazio senz’angeli, da te la nostra esilità innocente: deserta vertigine dell’aria vanamente aperta. sottili come i fiori nelle tue mani uccise la nostra eternità non ci consuma. giorgio manganelli  

l’utilità della poesia

l’utilità della poesia sta nel ricordarci quanto sia difficile restare la stessa persona, perché la nostra casa è aperta, la porta senza chiave, e ospiti invisibili entrano ed escono. czeslaw milosz

io straripai

io straripai nel tuo letto stellato dove anche il variare più innocuo sapeva di fine, di trauma, di piaga. io contai la tua solitudine: erano fionde e collane incostanti che traboccavano da una trapunta di anni. e qualche tralcio d’edera ancora piove arcobaleni sulla mano. con lingua spedita mi parla di te e si attorciglia [...]

la brevità

la brevità va riguardata come la cerva vede una costa innevata di montagna da questo crinale esercita alla morte, dall’altro inosservata, salta. silvia bre  

il silenzio è d’oro

il silenzio è d’oro perché incendia le ore prepara la fuga e azzoppa conduce per contrade misteriose. è d’oro e questo oro sta sotto il rumore in un arsura di fracasso come tesoro sepolto dentro e cercato altrove. mariangela gualtieri  

cahier de bord

poche parole per fare di questi fogli un bollettino di guerra. poche frecce essenziali per un pensiero che si estingue. sulla strada la frana interrompe i sentieri. per camminare servono poche parole e qualche persona vera che abbia il coraggio di non tradirle. nicola vacca

una biografia

l’errore non è più approsimativo qui si sbaglia per partito preso. pochi gesti sopra le rovine indicano scavi da far saltare in aria. mancano indizi a una lotta che non deflagra. in ogni biografia c’è un refuso i margini per la salvezza sono ridotti la fine è una questione di millimetri nicola vacca

sono cattivo

sono cattivo e lo sapete tutti. smettetela di dipingermi, di versare pitture e colori, pulite i pennelli e stracciate la tela, toglietemi di dosso questo manto bianco del poeta. finitela insomma di fotografarmi e di chiedere interviste. sono un felice uomo cattivo. sotirios pastakas

apri la finestra del polmone

apri la finestra del polmone. la sedia rovesciata per meglio copiare il racconto di luce, da sotto i cassetti – i capelli che sanno di fiume. elisa biagini

giugno

cinquanta volte giugno, e sarei io, l’anello? l’anello è lui, questo tempo elicoidale che torna su se stesso sempre uguale e uguale mai, mio giugno, anello solstiziale di sangue, di nozze, di addio, eterna vigilia di quella vacanza che infine giungerà pura rudissima luce definitiva, mio sabato dell’anno, rompendo finalmente l’anello sisifale valerio magrelli